RIFORMA DEL MERCATO DEL LAVORO:
NECESSARIO MODIFICARE LA NORMA SUI LICENZIAMENTI ECONOMICI
Dopo oltre due mesi di discussione con le parti sociali, periodo in cui la Cisl ha costantemente operato per il mantenimento di un ampio confronto, il Governo ha varato venerdì 23 marzo la riforma del mercato del lavoro attraverso lo strumento del Disegno di Legge approvato «salvo intese».
Il Comitato Esecutivo dell’Unione Sindacale Territoriale Cisl di Cuneo, riunitosi in data 26 marzo 2012, esprime le seguenti valutazioni.
L’azione sindacale ha permesso di raggiungere miglioramenti importanti rispetto alla posizione iniziale del Governo: vi sono però elementi negativi e non condivisibili (come la previsione riguardante i licenziamenti economici) che dovranno essere affrontati nell’ambito dell’esame parlamentare del Disegno di Legge.
Per quanto riguarda innanzitutto il lavoro precario vengono opportunamente fissati molti "paletti" finalizzati a contrastare abusi nel mercato del lavoro e viene valorizzato l’apprendistato come canale privilegiato per l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro.
Durante il confronto tra il Governo e le Parti Sociali la Cisl ha infatti richiesto con forza interventi consistenti al fine di affrontare la grave questione della precarietà contrastando la "flessibilità malata", come false partite Iva, Associazioni in partecipazione e utilizzo abusivo di tirocini e stage.
Per quanto riguarda gli strumenti di sostegno al reddito sono elementi positivi la sostanziale salvaguardia del sistema della Cassa Integrazione (rispetto a quanto dichiarato inizialmente dal Governo) e dei Contratti di Solidarietà oltre all’estensione di un sistema di tutele in settori sprovvisti attraverso la costituzione di Fondi Bilaterali (è necessario evitare il rischio che fino all’avvio dei suddetti fondi vi siano settori non coperti da forme di sostegno).
Deve essere peraltro garantita una adeguata tutela dei "lavoratori anziani" ed una più efficace protezione sociale nelle situazioni di grave crisi economica.
In materia di articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, dopo che il Governo ha costantemente dichiarato di voler intervenire autonomamente ed in modo molto pesante sulla normativa, si è tenuto conto della richiesta del Sindacato Confederale di salvaguardare la tutela del lavoratore contro abusi e discriminazioni da parte delle aziende: i licenziamenti attuati per discriminazione dovranno essere sanzionati con il reintegro.
La Cisl sostiene tuttavia che sia necessario modificare quanto previsto in materia di "licenziamenti economici": non è infatti condivisibile prevedere unicamente un indennizzo nel caso non sussistano i motivi economici addotti dall’azienda. Sul punto si propone che sia il giudice a valutare se i licenziamenti economici nascondano motivi fraudolenti disponendo, in tal caso, il reintegro del lavoratore.
Il tutto valorizzando peraltro il fondamentale ruolo di tutela dei lavoratori svolto dal sindacato nei luoghi di lavoro.
La discussione che prossimamente verrà avviata in Parlamento rappresenta l’occasione fondamentale per individuare gli interventi migliorativi necessari al fine di rendere più equa ed equilibrata la riforma nell’ottica, tra l’altro, del rafforzamento del ruolo fondamentale della contrattazione collettiva.
La Cisl propone da tempo l’adozione del c.d. "modello tedesco"
La scelta dello strumento legislativo del Disegno di Legge può consentire pertanto di apportare modifiche di rilievo e diviene fondamentale il ruolo compatto di forte pressione che Cisl, Cgil e Uil dovranno attuare in questa fase a sostegno delle richieste sindacali.
Come sempre la Cisl parteciperà attivamente alla discussione ed al confronto al fine di proporre e sostenere, anche con le dovute pressioni sulle forze politiche nazionali, i miglioramenti necessari all’ottenimento di un più elevato livello di tutela dei lavoratori in un’ottica, tra l’altro, di rilancio dell’occupazione, di sostegno alla crescita economica e di difesa dello stato sociale.
La Cisl di Cuneo inoltrerà il presente documento ai Parlamentari della Provincia di Cuneo e alle Segreterie Provinciali dei Partiti Politici; si riserva inoltre di esprimere un giudizio conclusivo e di proporre le opportune forme di mobilitazione alla presentazione dei testi legislativi.
Approvato con un voto contrario.
Cuneo, 26 marzo 2012